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Vertice dei Leader del G7 2026, la conferenza stampa conclusiva del Presidente Meloni

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G7 leaders gathered in Évian, France on June 16–17, 2026, and released joint statements focusing on international cooperation. The summit addressed priorities in peace and security, public health, and migration through multilateral dialogue on mutually beneficial partnerships.

INTRODUZIONE DEL PRESIDENTE MELONI

Buon pomeriggio, grazie di essere qui, grazie del vostro lavoro. Abbiamo appena chiuso i lavori di un Vertice G7 molto importante, dei cui risultati voglio dirvi che sono soddisfatta. Approfitto per ringraziare il Presidente Macron per l’ospitalità e fargli i complimenti per aver fatto un ottimo lavoro in un momento sicuramente complesso dello scenario internazionale.

È stato un Vertice significativo ma voglio dirvi soprattutto che ho trovato un ottimo clima. Credo che abbia influito positivamente l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, per il quale tutti quanti ci siamo congratulati col Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, però è un fatto che abbiamo lavorato bene insieme con una convergenza che non era scontata su tutti i temi che sono stati trattati. Questa, per noi, credo per tutti noi, debba essere una ottima notizia. 

Abbiamo avuto occasione di approfondire tutti i principali temi dell’agenda internazionale, dalla guerra in Ucraina alla situazione in Medio Oriente, dalle partnership globali alla crescita economica condivisa, allo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale, con una sessione molto articolata che è stata la sessione di chiusura, quella dalla quale arrivo.

Gli esiti dei lavori sono riflessi in otto dichiarazioni tematiche che sono: crescita economica, partenariati internazionali, lotta al narcotraffico, contrasto al traffico di esseri umani, minerali critici, spazio digitale sicuro per i minori, collaborazione nella lotta al cancro e contrasto al virus Ebola.

Mi piace ricordare che tre dei focus che noi abbiamo discusso in questi giorni, o che sono comunque oggetto delle dichiarazioni, arrivano dal lavoro della Presidenza italiana, sono una continuazione del lavoro della Presidenza italiana, segnatamente Intelligenza Artificiale, partenariati internazionali - che significa prevalentemente Africa - e soprattutto lotta al traffico di esseri umani. È il terzo anno di fila che la questione della lotta all’immigrazione illegale entra nei lavori del G7, cioè il governo dei flussi migratori è ormai un tema stabile di questo formato ed è un lascito della Presidenza italiana.

Dal mio punto di vista, da questo Vertice escono sostanzialmente tre messaggi trasversali: l’unità del gruppo; la capacità del G7 di dialogare con i partner, anche direi con una capacità di allargare lo sguardo rispetto a quelli che definiremmo i blocchi tradizionali - sono molti, diversificati, i partner che si sono confrontati con noi in questi due giorni: India, Corea del Sud, Egitto, Brasile, Kenya, Ucraina, Qatar, Emirati Arabi Uniti. Il messaggio è che non si dialoga partendo dalle appartenenze, si dialoga partendo dalle priorità; il terzo messaggio è che il G7 si occupa delle grandi sfide geopolitiche. Ma non si tratta di sfide astratte, sono sfide che riguardano la vita, le preoccupazioni dei cittadini. Penso alla collaborazione nella lotta al cancro, penso al contrasto ai focolai del virus Ebola, penso al tema dello spazio digitale, che è una materia che anche noi discutiamo nella nostra quotidianità, il narcotraffico, le migrazioni: sono problemi che riguardano la vita, incidono nella vita quotidiana di milioni di persone. 

Chiaramente, su tutto, le crisi internazionali, intese nel senso di guerre, che impattano sulla vita dei cittadini, sono temi che hanno dominato l’agenda in questi due giorni. In particolare, la guerra in Ucraina e i più recenti sviluppi della situazione in Medio Oriente e nel Golfo. 

Sull’Ucraina, come sapete, abbiamo fatto il punto con il Presidente Zelensky, abbiamo passato in rassegna la situazione sul campo, che è molto diversa da quella che certa propaganda russa continua a cercare di vendere. Abbiamo concordato tutti sulla necessità di continuare a garantire il sostegno a Kiev mantenendo alta la pressione su Mosca e sono molto contenta del fatto che su questo vi sia piena convergenza. L’unità dell'Occidente e la fermezza dell'Occidente continuano ad essere, dal mio punto di vista, gli strumenti più efficaci per creare le condizioni necessarie per un negoziato reale. L’obiettivo resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin. Ma mentre Zelensky ha fin qui dimostrato una attitudine sincera verso la soluzione del conflitto, non da ultimo con una lettera aperta che tutti conoscete, che è stata inviata direttamente al Presidente Putin, nessun segnale serio in questo senso è arrivato da Mosca e crediamo che quei segnali ora siano necessari.

Con riguardo agli sviluppi in Medio Oriente è stato accolto da tutti positivamente l'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, che crediamo possa essere un importante quadro di riferimento per la stabilità della regione nel suo complesso. Chiaramente ora è importante lavorare per la sua attuazione, a partire dalla necessità di assicurare la sicurezza delle rotte marittime internazionali, la piena libertà di navigazione nello stretto di Hormuz. In questo quadro, ho confermato ai partner che l’Italia è pronta a fare la propria parte anche nell’ambito di missioni che dovessero essere volte a garantire la sicurezza dei traffici commerciali, fermo restando chiaramente le necessarie autorizzazioni che sono dovute e richieste in questi casi. 

Ho approfittato del dialogo con le nazioni del Golfo anche per suggerire nuovamente di rafforzare, direi di strutturare, il dialogo tra il G7 e le Nazioni del Golfo che, torno a sottolineare, dal punto di vista italiano sono partner imprescindibili non solo nel settore dell’energia, ma anche in quello dell’innovazione, della tecnologia, dello sviluppo economico e chiaramente anche della stabilità. 

Abbiamo discusso anche della situazione in Libano e a Gaza, che sono scenari fondamentali anch’essi per la stabilità regionale. Il nostro obiettivo deve essere quello di favorire soluzioni durature e strutturali che superino la logica delle tregue di breve periodo. Sarà fondamentale in questo anche, ovviamente, il ruolo di Israele. Ci aspettiamo che ora Israele operi come attore positivo nel percorso di pace e che l’inevitabile dibattito interno dettato anche dalla campagna elettorale non metta a repentaglio il percorso faticoso che gli Stati Uniti hanno avviato. 

Abbiamo discusso anche molto di Indo-Pacifico, cioè di un’area che è cruciale per i flussi commerciali globali. È stata l'occasione per condividere l'importanza, soprattutto, di lavorare di più sulla diversificazione delle catene di approvvigionamento, di più per affrancarci dalle nostre eccessive dipendenze, con particolare attenzione ai minerali critici e alle terre rare, per garantire la continuità e la sicurezza delle forniture. 

Questa due giorni di lavori, come ho già detto, ci ha anche consentito di affrontare altri temi importanti. Abbiamo discusso di partenariati internazionali reciprocamente vantaggiosi, secondo un modello di cooperazione che ormai conoscete benissimo e che parte proprio dal Piano Mattei per l'Africa, che viene citato nel documento finale come un punto di riferimento da questo punto di vista. Abbiamo affrontato il tema della crescita economica globale, di come gestire in maniera coordinata il crescente problema degli squilibri macroeconomici globali. Abbiamo parlato di sviluppo e di applicazione dell'Intelligenza Artificiale con i Leader del settore tecnologico, su temi enormi che riguardano l’impatto dell'Intelligenza Artificiale sul nostro presente e sul nostro futuro, sulle nostre democrazie, direi. 

E i lavori di questo Vertice si sono riflessi nelle otto dichiarazioni pubblicate dalla Presidenza, che sono state negoziate nel corso dell'anno. Non vi parlo dei bilaterali perché in questi due giorni ho parlato con tutti i leader che c'erano, nelle tante occasioni che abbiamo avuto, e quindi non entro nel merito, se vorrete mi chiederete voi. Ma insomma, complessivamente sono soddisfatta dei nostri lavori, soddisfatta del clima, soddisfatta anche del livello della discussione e dei temi che abbiamo trattato, la cui centralità assolutamente condivido. Mi fermerei qui se siete d'accordo e mi dite in che cosa posso aiutarvi.

DOMANDE

Federica Ionta (Giornale Radio Rai): Buonasera, lei ha parlato di ottimo clima. Le chiedo se questo ottimo clima abbia a che fare anche con un cambio di atteggiamento che ha riscontrato in Donald Trump rispetto agli altri Leader. E poi, rispetto al suo incontro con Trump, i diplomatici hanno parlato di un utile confronto a margine dei lavori, nelle immagini l’abbiamo vista anche scherzare, quindi le chiedo se avete avuto un colloquio più formale e come è andata veramente, se è stata più una cosa formale oppure scherzosa.

Presidente Meloni: No, io smentisco le ricostruzioni di ridi e scherza, nel senso che voi avete visto anche che poi in queste cose sempre c’è anche la battuta, c’è anche il momento in cui in attesa che inizi qualcosa si fa una battuta. Però i temi che noi abbiamo trattato anche col Presidente degli Stati Uniti sono i temi del Vertice, quindi sono temi abbastanza seri, dalla questione iraniana passando per l'Ucraina. Abbiamo parlato di immigrazione, anche guardando al prossimo G7 che, come sapete, sarà un G7 a Presidenza americana; quindi, ci sono state diverse occasioni di confrontarci in questi due giorni. L’ultima qualche minuto fa, prima di arrivare da voi. Per quello che riguarda il rapporto tra Donald Trump e gli altri Leader, mi pare che fosse, come vi ho detto, un clima molto positivo e che ci fosse molta convergenza nei contenuti. È questo che a me interessa particolarmente, non è una questione tanto di clima, è una questione di dove stiamo andando: dal tema dell'Iran - chiaramente adesso si tratta di fissare la pace e quindi i punti del memorandum -, ma sull'Ucraina direi che ci siamo trovati con una convergenza che non è sempre scontata, così come sui temi che riguardano l'Indo-Pacifico, sui temi che riguardano la resilienza economica, sui temi che riguardano la necessità di una maggiore autonomia da difendere rispetto alle nostre eccessive dipendenze, nel rapporto con l'Africa e quindi nel rapporto con una cooperazione che non deve avere un approccio paternalistico, un approccio caritatevole, ma che deve essere una cooperazione da pari a pari per costruire insieme un futuro con nostri vicini geografici che sono fondamentali e strategici in un tempo come questo. Penso all'Africa, penso anche all'America latina.  I temi trattati sono stati in questi due giorni moltissimi, tuttavia, non ci sono mai stati momenti di frizione o di divergenza. Quindi, ho trovato che complessivamente ci fosse la voglia di lavorare insieme che è la cosa importante, credo, e non era sempre scontato, tanto fra di noi quanto con Giappone, Stati Uniti, Canada. Insomma, c’è un buon clima.

Silvia Gasparetto (Ansa): Buonasera, Presidente. A proposito di Hormuz, volevo capire se avete approfondito la cornice, il tipo di ruolo che può avere questa missione, se vi siete dati un appuntamento specifico su questo e se pensa che l’autorizzazione al Parlamento la chiederà già nelle prossime settimane o dopo l’estate.

Presidente Meloni: non sono nella condizione di risponderle perché allo stato attuale - voi conoscete la cornice, io ho già partecipato a diverse iniziative internazionali - le condizioni di un’eventuale partecipazione italiana noi le abbiamo già dichiarate. Si parla eventualmente di una presenza italiana in una missione internazionale in uno scenario di pace, missione esclusivamente difensiva, con la necessaria autorizzazione del Parlamento. Questa è la cornice. Allo stato attuale noi non sappiamo se quella missione sarà necessaria domani, quindi stiamo aspettando. Voi sapete che ci sono 60 giorni di tempo adesso, seguendo i 14 punti. Quindi quello che più o meno si è discusso nella sessione che era dedicata è di vedere come va in questi 60 giorni e, in corsa, valutare se e quando sia il caso di partire con una missione. Intanto bisogna essere pronti e quindi si farà il lavoro preparatorio, di incontri che saranno prevalentemente tecnici. L’autorizzazione al Parlamento nel caso si richiederà quando la missione dovesse essere qualcosa di realistico: non chiederei oggi un'autorizzazione per qualcosa che potrebbe non avvenire mai, ma la chiederemo sicuramente in tempo perché possa esserci un dibattito adeguato anche con il Parlamento. Ma mi pare un po’ presto per dire che, per esempio, nei prossimi giorni presenteremo una richiesta da questo punto di vista, anche perché non abbiamo allo stato attuale definito qual è la cornice, e quale dovrebbe essere all’interno di quella cornice eventualmente l’impegno italiano.

Manuela Ferrone (Sole 24 ore): Buonasera Presidente. Il Presidente Costa ha appena annunciato che sono stati avviati i colloqui tra l’Unione europea e la Russia per l’Ucraina. Volevo chiederle se rilancerà domani e dopodomani al Consiglio europeo la proposta di un negoziatore unico e se ha parlato in questi giorni con Merz e Macron della sua proposta e del profilo eventualmente candidato. Grazie.

Presidente del Consiglio: Non ne ho parlato in questi giorni, Credo che sia una materia che va sviluppata all'interno del Consiglio europeo. Anche perché non mi sembrava il contesto giusto per segnalare qui punti di vista diversi su come l'Europa debba porsi nei confronti della Russia, quando ci sono chiaramente altri Paesi e altri alleati. Quindi è un tema da Consiglio europeo. La proposta verrà reiterata. Io continuo a ritenere che questo proliferare di formati alla fine rischi di rendere poco efficace quello che l'Europa può fare, perché i formati sono molti ma nessuno di quei formati alla fine ha l'autorità per parlare a nome dell'Europa nel suo complesso. E quindi credo che questo problema vada risolto. So che anche altri Paesi condividono lo stesso punto di vista e credo che sia una discussione che va apposta all'interno del Consiglio europeo, con serenità, per capire se c'è una possibile convergenza su questo. Il profilo: ho visto, letto un sacco di nomi che girano, so dove volete andare a parare, come si dice alle mie parti. Ma io penso che se si vuole arrivare a un risultato su questo tema, posso dirle questo: credo che sarebbe molto difficile riuscire a proporre una persona che viene da uno dei più grandi Paesi europei. Credo che proporre una di queste persone renderebbe un accordo, dal mio punto di vista, più difficile, e quindi mi rivolgerei verso le medie potenze dell'Unione Europea.

Tommaso Ciriaco (Repubblica): Il Premier britannico Starmer, alla vigilia del Vertice, ha annunciato il che proporrà di introdurre il divieto di utilizzo dei social per i minori di 16 anni. Tra l'altro, credo sia un tema che in parte è stato anche dibattuto nel corso del Vertice la sicurezza digitale dei minori. Volevo chiedere se lei è intenzionata a replicare questo tipo di iniziativa - il suo governo, intendo, perché il dibattito parlamentare è fermo su questo -, quindi se il suo governo potrebbe presentare una proposta simile e, eventualmente, se lei è d'accordo o meno.

Presidente Meloni: Noi abbiamo deciso di non intervenire su questa materia a livello di governo per rispetto a un lavoro che c'era a livello parlamentare, che lei sa essere trasversale, cioè è un lavoro che ha coinvolto trasversalmente esponenti di diversi partiti politici, maggioranza e opposizione. Quindi, secondo me, la mossa giusta non era quella di entrare con un provvedimento del governo e, da quello che so io, i lavori parlamentari stanno andando avanti, dovrebbero andare avanti: ne ho riparlato non molto tempo fa, recentemente. Dopodiché, io non sono contraria al divieto di utilizzo dei social per i minori di 16 anni, non sono neanche convinta che la proposta da sola sia risolutiva del problema, perché quel tipo di divieto lì è un divieto che si aggira facilmente. Quindi noi rischiamo di trasferire anche un problema in parte sulle famiglie. Credo che su qualsiasi proposta - compresa questa sulla quale comunque non sono contraria e quindi seguo volentieri i lavori parlamentari - noi non dobbiamo e non possiamo prescindere dal coinvolgimento delle piattaforme. La questione va messa in capo alle piattaforme che hanno delle responsabilità e si devono assumere delle loro responsabilità. Questo ci consente, anche insieme all'ipotesi di un divieto, di rendere eventualmente il divieto efficace. Questo è il dibattito che io sto facendo anche con i parlamentari che trasversalmente si sono occupati di questa materia, che ho fatto anche a livello di Governo per provare a offrire il nostro punto di vista. Però abbiamo deciso di non intervenire con un provvedimento del Governo per la ragione che le spiegavo prima.

Antonio Atte (ADNKronos): Buonasera a tutti. Abbiamo letto che tra le dichiarazioni dei Leader c'è il lancio di un'alleanza per la resilienza e la produzione di minerali critici. Volevo chiederle di entrare nel dettaglio su questo argomento.

Presidente del Consiglio: Guardi, ci sono diversi Paesi che su questo stanno lavorando e che stanno lavorando chiaramente con iniziative di produzione e di cooperazione con Paesi che producono. La nostra idea, la mia idea - sono stata tra i primi a parlare di questo problema - è mettere a regime il lavoro che si fa per accorciare le nostre catene d'approvvigionamento, o comunque renderle più sicure per lavorare prevalentemente con Paesi like-minded, o per lavorare con Paesi che hanno quelle materie prime con una cooperazione positiva. Io credo che la differenza noi la possiamo fare in un approccio che non è “arrivo, pago, raccolgo le materie prime e lascio macerie”. L'approccio di una cooperazione seria è “arrivo, costruisco con gli investimenti quello che è necessario per consentirti di processare le tue materie prime, di poter per questo vivere in condizioni migliori, di poter sviluppare la tua Nazione, e poi discutiamo insieme di quello che eccede rispetto a quelle necessità”. Su questo chiaramente c'è una parte di lavoro che era stato iniziato dalla Presidenza canadese, ci sono delle iniziative che sono state lanciate dalla Presidenza americana, c'è un lavoro che stiamo facendo noi con alcuni Paesi in America latina - penso all’Argentina, per esempio -, piuttosto che con alcuni Paesi africani. Stiamo cercando di costruire, anche qui, la cornice che ci consente sullo stesso tavolo di mettere insieme tutte queste iniziative e tutto questo lavoro per fare un lavoro unico, nel quale io so che se c'è un alleato come il Canada che sta lavorando su una specifica materia prima , posso seguire quel lavoro, piuttosto che il mio alleato canadese può seguire l'Italia su un'altra materia prima sulla quale stiamo cercando di garantire l'approvvigionamento per il nostro sistema.

Ilario Lombardo (la Stampa): Buongiorno Presidente. In Italia c'è un nuovo attore politico che è il generale Roberto Vannacci che si dice in disaccordo con le conclusioni del G7, perché lui, come sa, difende le posizioni più di Putin che di Zelensky, e soprattutto si definisce la vera destra del Paese. Volevo sapere se lei è pronta ad accoglierlo nella coalizione o ci saranno una serie di veti che porrà su alcuni argomenti precisi e soprattutto un commento sulle sue parole sul femminicidio. Grazie.

Presidente Meloni: Guardi è un tema che non mi sono posta. Mi pare che il movimento dell'on. Vannacci abbia già dichiarato la sua indisponibilità ad allearsi con il centrodestra, il che mi sembra abbastanza in continuità con il lavoro che si sta facendo finora perché, quando si vota cinque volte contro la fiducia al governo - al primo governo della storia guidato da una persona di destra -, non si vuole dare una mano. Dopodiché, ho già detto quello che penso: vedo una certa funzionalità per la sinistra in questo, come dimostra la sua attenzione (sto scherzando, sto scherzando). Lo considero abbastanza normale, considero molto meno normale che si voglia essere funzionali a questo quando ci si dichiara di destra. Per quello riguarda il femminicidio, guardi, io quello che penso l'ho dimostrato con una legge che questo governo ha fatto per introdurre il reato di femminicidio. Perché il tema del reato del femminicidio non è che gli uomini o le donne hanno un valore diverso quando vengono uccisi, il tema del femminicidio - esattamente come accade, per esempio, per qualsiasi aggravante - è la motivazione che ti muove. In quel caso la motivazione è non accettare la libertà di una donna. Ebbene, non si può chiedere a una donna come me di non considerarlo gravissimo. E voglio anche dire che tante battaglie che noi abbiamo fatto anche su altri fronti, sulle quali dovremmo essere in teoria anche con l'onorevole Vannacci d'accordo, tipo alcune degenerazioni legate al fondamentalismo islamico nelle nostre società a non voler accettare la libertà delle donne, l'abbiamo fatta esattamente per la stessa motivazione. E quindi, perché il tema della libertà di una donna in alcuni casi funziona, in altri casi no? Questo è il motivo per cui l'abbiamo fatto, è quello che io penso, lo rivendico. E ognuno è libero chiaramente di pensarla come vuole, ma sono contenta che ci sia oggi questo reato nel nostro ordinamento.

Marco Galluzzo (Corriere della Sera): Buonasera Presidente, ritorno un attimo - e mi scuso - sulla relazione con Trump. Lei ha detto che con Trump ci sono state tante convergenze sull'Indo-Pacifico, sull'Ucraina, che non era scontato, e quindi ha parlato di dossier concreti del G7. Io volevo chiederle invece del suo rapporto personale, siccome ci sono stati dei video su dei momenti di leggerezza, ma ovviamente anche dei momenti penso seri. Lei era sino a qualche mese fa uno degli alleati privilegiati di Washington nell'Unione europea, poi questa cosa sappiamo tutti per quale motivo si è rotta: per Sigonella, per delle cose che lei non ha potuto evitare. Volevo chiederle qual è il termine più adatto. C'è stata una riconciliazione? C'è stato un chiarimento? C'è stato un disgelo? Come lo definirebbe.

Presidente del Consiglio: Il titolo. Che titolo facciamo? Guardi, io le direi che ho trovato il rapporto immutato. Nel senso che non c'è stato tra noi neanche bisogno di parlare, non è che ci sono state tra noi recriminazioni o che abbiamo parlato di quello che è successo nelle ultime settimane. Io e Donald Trump siamo due persone che hanno un loro carattere abbastanza forte. Siamo due persone che difendono con determinazione il loro interesse nazionale, non c'è bisogno che ci chiariamo quando non siamo d'accordo su qualcosa, poi alla fine, perché ognuno capisce ovviamente quale può essere il punto di vista dell'altro. E quindi siamo ripartiti direttamente parlando di quello che va fatto nei prossimi mesi con la stessa naturalezza con cui lo facevamo fino all'ultima volta che ci siamo incontrati prima di questa occasione.

Donato Mancini (Bloomberg): Buonasera Presidente, torno sul deal sull’Iran. Le vorrei chiedere: le sembra un deal abbastanza solido? È cambiata la sua idea durante questo Vertice, per esempio, quando Trump vi ha parlato dei dettagli sul deal, sull'implementazione dei 60 giorni e così via? Prima ha fatto riferimento a Israele dicendo che potrebbe mettere a repentaglio il percorso intrapreso dagli Stati Uniti, cosa nello specifico potrebbe fare Israele per mettere a repentaglio questo accordo? E poi le volevo chiedere: ha smesso di fumare?

Presidente del Consiglio: Allora qui abbiamo fatto notizia per il fatto che abbiamo smesso di fumare, per il fatto che indossavamo una cravatta, per il fatto che a un certo punto ho messo un fianco così. Sì, ho anche smesso di fumare diverso tempo fa. Non ve ne siete accorti in tempo e quindi avete bucato la notizia, come si dice dalle mie parti. Detto questo, per quello che riguarda il deal sull'Iran, i punti del deal abbracciano tutto quello che era necessario abbracciare in un memorandum di questo tipo. Chiaramente sappiamo che in una regione del genere la pace è sempre una cosa fragile e va costruita, difesa e accompagnata ogni giorno, ed è quello che cercheremo di fare nel nostro meglio in queste settimane. Per quello che riguarda Israele, adesso io non ho detto che Israele potrebbe mettere a repentaglio, ho detto che bisogna fare attenzione a un dibattito interno, perché se c'è una cosa di cui ho imparato qualcosa nella mia vita sono le campagne elettorali. E c'è un dibattito interno che, anche in vista delle elezioni, può avere toni più esasperati. Io ho letto come lei le parole, ad esempio, del Ministro Ben-Gvir che dice “Noi non ci sentiamo vincolati da quello che Donald Trump ha sottoscritto”. Chiaramente credo che la dinamica più o meno risponda a questo. Anche a questo bisogna fare attenzione. Così come bisogna verificare quanto l'Iran sia sincero nel voler chiudere questa pagina, così come bisogna accompagnare gli attori del Golfo che, come lei sa benissimo, hanno attraversato dei mesi molto complessi, che devono un po' anche ripensare il loro futuro, bisogna ripensare il Consiglio di cooperazione del Golfo. Cioè ci sono tante cose che sono cambiate e che bisogna ricostruire. Questo produce inevitabilmente una fragilità, ma quella fragilità può anche accompagnare verso una situazione molto più stabile di quanto non lo fosse prima dell'inizio della guerra. Il punto è come noi riusciamo a lavorarci in questi mesi.

Francesco Maesano (TG1): Buonasera. La Cina oggi, alla chiusura del G7, chiede una governance del mondo più equa, giusta e razionale. Io le chiedo, al di là delle conclusioni ufficiali del G7, se di questo si è parlato tra voi, anche magari in modo non ufficiale, a proposito dei formati evidentemente.

Presidente Meloni: Se ne è parlato non diffusamente, sono onesta. È un tema, quello della governance mondiale, che è tornato in diversi dibattiti, in diversi interventi, particolarmente per quello che riguarda il ruolo delle Nazioni Unite. Lei sa che anche l'Italia pone da tempo questa questione, cioè di una governance mondiale, di un'architettura delle Nazioni Unite che, essendo congelata alla fine della Seconda Guerra Mondiale, forse oggi non è più perfettamente in grado di dare risposte per quelli che sono i bisogni del nostro tempo - e quindi il tema della riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Così come io penso che serva una riforma, visto che parliamo di Cina, della World Trade Organization, cioè dell'Organizzazione del Commercio Mondiale. Sicuramente anche le accelerazioni che noi abbiamo avuto in questi ultimi anni a livello globale e, se vogliamo, le frammentazioni, le ridefinizioni oggi necessiterebbero di una riflessione molto profonda su quanto tutti gli organismi della governance globale siano in grado di dare risposte adeguate al loro tempo. E questo è un tema che chiaramente torna. Non siamo arrivati a conclusioni precise su questa materia, ma è sicuramente una delle materie principali delle quali bisogna occuparsi.

Vincenzo Miglietta (Radiocor): Ha avuto occasione, Presidente, parlando con il cancelliere Merz, di parlare dello stop di Commerzbank ad Unicredit e in generale non c'è stato un suo commento nel tempo recente sul recente risico che ha coinvolto MPS. Grazie

Presidente Meloni: Non ho parlato con Merz d Commerzbank e non ho commenti da fare sul recente risico bancario perché, come lei sa, il Governo non è parte in causa. Noi avevamo un ruolo in queste vicende fin quando avevamo il controllo di MPS e oggi la partecipazione del Governo italiano in MPS è inferiore al 5%, quindi noi non abbiamo alcun ruolo e sono dinamiche di mercato. Guardiamo con interesse le dinamiche di mercato, ma di più chiaramente non credo che si debba fare e dire. Posso dirle che sono molto contenta del fatto che Monte dei Paschi di Siena, che era un problema per l'Italia, sia diventata, grazie al lavoro di questi anni, un gioiello al quale in molti ambiscono. 

Domanda: Lei ha detto no all'alleanza con Vannacci? Ma se questo dovesse farle perdere le elezioni? Non è preoccupata?

Presidente Meloni: Guardi, questa è una risposta che ha dato lei. Io ho detto che mi pare che Futuro Nazionale abbia chiuso l'alleanza col centrodestra. Dopodiché, io non mi sto ponendo il problema adesso. Io penso che il modo migliore per vincere le elezioni sia governare bene, il resto sono alchimie. E io non mi occupo di alchimie, io mi occupo di cercare di fare al meglio il mio lavoro perché alla fine di questa esperienza non sarà la mia alleanza “con questo, con questo, metto insieme più uno, più tre, più quattro, più cinque” a farmi vincere o perdere le elezioni, sarà il giudizio che complessivamente gli italiani danno del lavoro che ho fatto e che abbiamo fatto in questi anni. Una cosa che io ho imparato molti anni fa è che la politica non è mai aritmetica. Non pensate mai che se tu sommi in politica 30 e 4 fa 34. Non necessariamente. Quindi io non mi sto occupando di queste materie. Non sono interessata a questa materia. Non torno su questa materia. Io voglio governare bene la Nazione, fare del mio meglio fino alla fine dei giorni in cui mi si sviluppa il mio incarico e poi serenamente presentarmi al cospetto degli italiani ed essere giudicata per il complesso del lavoro che faccio. Una cosa gliela posso dire per certo: sono assolutamente in pace con la mia coscienza, perché forse potevo fare meglio – non lo so - , ma sicuramente non potevo fare di più. Vi ringrazio, buon lavoro e arrivederci.

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Vertice dei Leader del G7 2026

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