Disegno di legge sull’imputabilità dei minori, videomessaggio del Presidente Meloni
Oggi il Governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull’imputabilità dei minori.
Voglio spiegarvi cosa cambia, e perché.
Comincio da un principio che stiamo cercando di affermare in ogni ambito: chi aggredisce, chi rapina, chi devasta, deve pagare. Sempre. Anche se ha quindici o sedici anni. Per questo abbiamo agito e continuiamo ad agire. Arresto per i minorenni sorpresi con un’arma. Norme severe contro la diffusione dei coltelli. Pene più dure per i danneggiamenti di gruppo. E oggi, un passo ulteriore.
Il nostro ordinamento prevede, attualmente, che un minore tra i quattordici e i diciotto anni risponda del reato solo se il giudice accerta che fosse capace di intendere e di volere. Con questo provvedimento quella capacità si presume sempre. Significa che si potrà ancora dimostrare il contrario davanti al giudice, ma il punto di partenza cambia: prima si presumeva l’incapacità, oggi si presume la responsabilità.
Questa norma colpisce soprattutto chi pensa di essere intoccabile, sfrutta i minori come manovalanza per i propri affari. Ma serve anche a punire quei ragazzi che pensano di poter fare come vogliono, perché sanno che tanto non accadrà loro nulla.
E' chiaro, la norma da sola non risolve il problema, né quando si parla di giovanissimi si può ragionare solo sul piano della repressione. Questo provvedimento è un tassello, in un percorso molto più difficile e spesso silenzioso.
Perché un ragazzo di quindici o sedici anni che diventa violento o commette reati, quasi mai ci arriva da solo. Molto spesso c’è una famiglia che lo ha dimenticato, una scuola che ha perso i contatti, un quartiere dove la sera non c’è nulla, un adulto che ha approfittato del vuoto. Riempire quel vuoto richiede molto lavoro: sostegno alle famiglie, scuola, formazione, lavoro, centri sportivi, spazi di aggregazione, lotta al degrado, presidi nelle aree più difficili.
E noi stiamo lavorando su tutti questi fronti, perché tutto si tiene insieme. La fermezza senza alternative non basta, ma le alternative senza fermezza non risolvono il problema. Alcuni risultati si iniziano a vedere, e per questo vogliamo insistere.
Perché uno Stato giusto ha il coraggio di cambiare le regole quando non funzionano. E ha il dovere di essere severo con chi sbaglia, ma anche presente con chi rischia di perdersi. Perché non c’è vera libertà senza responsabilità.
Lingua
Italiano
Tipologia Pagina:
Intervento
Codice video Youtube:
GT-yaAXX-vM
Consiglio dei Ministri n. 182
Tipologia intervento:
Intervento
Sottotitoli in inglese: ...
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